RECENSIONE

SCHIACCIANOCI DI PAUL CHALMER AL TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Lo schiaccianoci_Flavia Stocchi (Clara), Alessio Rezza (Schiaccianoci)_ph Fabrizio Sansoni-Opera di Roma 2025_DSC_0437
LO SPETTACOLO
Lo Schiaccianoci
Teatro dell’Opera di Roma
Roma
In questo articolo

La stagione di danza 2025/26 al Costanzi si è aperta  il 17 dicembre alle ore 20, sulle note de Lo schiaccianoci di Čajkovskij.

C’è un momento, al Teatro dell’Opera di Roma, in cui il tempo sembra fermarsi e il cuore torna bambino. È l’istante in cui le prime note di Čajkovskij si diffondono in sala e Lo Schiaccianoci prende vita, trasformando il Costanzi in un luogo sospeso tra sogno e meraviglia. Anche quest’anno, la visione fiabesca firmata da Paul Chalmer conferma il suo incanto, rinnovando una tradizione che profuma di Natale, emozione e grande danza.

Le scene immaginifiche di Andrea Miglio, i sontuosi costumi di Gianluca Falaschi e il sapiente gioco di luci di Valerio Tiberi avvolgono il pubblico in un abbraccio visivo che prepara l’anima a ciò che accade sul palcoscenico: una danza che non è solo movimento, ma racconto, respiro, pura magia. La direzione musicale, elegante e pulsante, accompagna ogni passo come un battito condiviso tra orchestra e danzatori.

Sul podio Nir Kabaretti si alterna con Carlo Donadio (27, 28, 30, 31) alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma cui sono affidate le celebri musiche composte da Čajkovskij per il titolo diventato il più ambito dal pubblico nel periodo natalizio.

Il coreografo ci racconta: «Non riesco a ricordare un Natale senza Lo schiaccianoci. La mia coreografia si ispira alle tradizionali e iconiche produzioni che ho danzato e ammirato ormai da più di cinquant’anni, a questo balletto sono legato dall’infanzia: è il primo che ho visto a teatro e il primo in cui ho danzato. Nella vicenda, che si svolge in un magico Natale in cui allo scoccare della mezzanotte sogni e desideri della giovane Clara prendono vita, gli aspetti più oscuri e psicologici del racconto di E.T.A. Hoffmann, da cui è tratto il balletto, lasciano spazio a un’atmosfera incantata amata da adulti e bambini.

Nelle 14 recite in programma sono impegnati étoiles, primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma, con la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza diretta, come il Corpo di Ballo, da Eleonora Abbagnato.

Nelle recite del 17, 19 e 20  dicembre si sono esibiti due ospiti internazionali, Chloe Misseldine, prima ballerina dell’American Ballet Theatre al debutto al Costanzi e Jacopo Tissi, già apprezzato su questo palcoscenico in Giselle, Il Corsaro e La Bayadère. A loro sono stati affidati i ruoli principali della Fata Confetto e del suo Cavaliere.

Jacopo Tissi, interprete di nobile carisma, ha incarnato  il Cavaliere con una padronanza tecnica cristallina e una linea che sembrava disegnata nell’aria. Ogni suo salto è stata una promessa mantenuta, ogni atterraggio è stato un atto di grazia. Tissi ha danzato con un controllo assoluto, ma è nella qualità del gesto, nel fraseggio musicale e nello sguardo sempre partecipe che ha rivelato  una maturità artistica capace di emozionare profondamente.

Accanto a lui, al debutto romano, Chloe Misseldine ha conquistato  il pubblico nel ruolo della Fata Confetto con una presenza luminosa e una tecnica impeccabile. I suoi equilibri sembravano  sfidare la gravità, le punte disegnavano arabeschi di seta, ma ciò che è restato  impresso è stata la sua musicalità raffinata, la dolcezza mai leziosa, la capacità di trasformare il virtuosismo in poesia. Misseldine non ha danzato  soltanto, ha raccontato, accarezzato la scena, ha fatto fa vibrare ogni nota con il corpo e con l’anima.

Intorno a loro, il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma si è confermato colonna portante dello spettacolo. Compatto, elegante, generoso, il corpo di ballo ha  dato  vita ai quadri d’insieme con precisione e slancio, dimostrando una crescita artistica evidente e un forte senso di appartenenza. Ogni danzatore ha contribuito  a creare quell’atmosfera corale che ha reso  Lo Schiaccianoci un’esperienza collettiva, un rito condiviso tra palco e platea.

In questa produzione, il Natale non è solo un tema: è uno stato d’animo. È la meraviglia che nasce dagli occhi di Clara, è il sogno che prende forma allo scoccare della mezzanotte, è la danza che diventa linguaggio universale di bellezza e speranza. Al Teatro dell’Opera di Roma, Lo Schiaccianoci non si guarda soltanto: si vive, si sente, si porta con sé, come un dono prezioso da scartare lentamente, passo dopo passo, fino all’ultimo applauso e vi aspetta al Costanzi  fino al 31 dicembre.

Si ringrazia ufficio stampa: Cosimo Manicone

Crediti fotografici: Fabrizio Sansoni

Info: operaroma.it

Biglietti in vendita sul sito https://www.operaroma.it/spettacoli/lo-schiaccianoci-9/ e al Botteghino dell’Opera di Roma.

 

L’AUTORE
LO SPETTACOLO
Lo Schiaccianoci
Teatro dell’Opera di Roma
Roma
In questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

CONTINUA A LEGGERE