LA TRAMA

La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna, che un giorno riceve una telefonata inaspettata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per affrontare l’imminente secondo diluvio universale. Don Silvestro, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione, donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese. Finita l’arca, al momento dell’imbarco, interviene un cardinale inviato da Roma che convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro che a suo dire disonora l’abito che porta. Comincia il diluvio, sull’arca si ritrovano solo Don Silvestro e Clementina, la giovane figlia del sindaco perdutamente innamorata di lui. L’acqua incomincia a sommergere i paesani, Don Silvestro decide di abbandonare l’arca, rifugio sicuro, per condividere con i suoi fedeli quel terribile momento. Un gesto infinito d’amore.  Allora Dio, vedendo fallire il suo progetto, interrompe il diluvio, imposta l’arcobaleno. Si chiude su una tavola in festa celebrando il ritorno alla serenità benedetta da Dio.

A cinquant’anni dalla sua prima rappresentazione, Aggiungi un posto a tavola dimostra di non aver perso la propria forza comunicativa: un musical che continua a parlare al cuore del pubblico, attraversando il tempo senza invecchiare, capace di far sorridere, riflettere e commuovere.

 

La serata di debutto al Teatro Brancaccio si è così trasformata in una vera e propria celebrazione di un classico del teatro musicale italiano, confermando ancora una volta come alcune storie, quando sono raccontate con passione e talento, non smettano mai di essere attuali.

Si ringrazia per materiale stampa e foto ufficio stampa;

Sisi communication di Silvia Signorelli

Monica Menna

Alessandra Teutonico