RECENSIONE

TRITTICO CONTEPORANEO A LA NUVOLA

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LO SPETTACOLO
Trittico Contemporaneo
La Nuvola
Roma
2025-03-02
In questo articolo
Il 2 marzo 2025 la Nuvola di Roma si è trasformata in un tempio della danza contemporanea, ospitando la première del “Trittico Contemporaneo”, evento che ha visto il Teatro dell’Opera di Roma brillare sotto la guida visionaria di Eleonora Abbagnato. Tra le tre opere presentate – “S” di Philippe Kratz, “In Esisto” di Vittoria Girelli e “Creature” di Francesco Annarumma – è stato quest’ultimo lavoro a catturare la mia attenzione e il mio cuore di maestra di danza. Con anni di esperienza nell’insegnamento e nella pratica di quest’arte, non posso che lodare l’eccezionale qualità tecnica, l’originalità interpretativa e la profondità emotiva che Annarumma ha riversato in “Creature”, rendendolo il fulcro di una serata memorabile.

Il “Trittico Contemporaneo”, in scena fino al 5 marzo, si è aperto con “S” di Philippe Kratz, un’esplorazione potente e astratta del mito di Sisifo, che ha messo in luce la versatilità del Corpo di Ballo della Fondazione Capitolina.
A seguire, “In Esisto” di Vittoria Girelli ha incantato con la sua ispirazione al movimento “Light and Space”, giocando con geometrie e dinamiche luminose che hanno amplificato la percezione dello spazio scenico.
Ma è con “Creature“, in prima assoluta, che ho assistito a un’autentica epifania coreografica. Francesco Annarumma, napoletano classe 1988 formatosi allo Staatstheater am Gärtnerplatz e ormai riconosciuto come una delle voci più autorevoli della danza neoclassica-contemporanea, ha dimostrato ancora una volta la sua abilità nel fondere rigore tecnico e slancio poetico.

“Creature“, costruito sulla struggente *Sonata n.1 “The 12th Room”* di Ezio Bosso, è un’opera che respira. I tredici danzatori scelti da Annarumma – tra cui spiccano le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Federica Maine e Marianna Suriano, e il solista Alex Gattola  si sono mossi come un organismo vivente, incarnando creature alate che emergono dal buio per trovare la luce. La partitura di Bosso, con i suoi crescendo emotivi e le pause contemplative, ha trovato nei movimenti di Annarumma una traduzione visiva perfetta: ogni passo, ogni gesto, ogni respiro sembrava scaturire direttamente dalle note, in un dialogo tra musica e corpo che solo un coreografo della sua statura può orchestrare con tale naturalezza. Il suo stile, che non lascia nulla all’improvvisazione, si è rivelato un esempio magistrale di come il neoclassicismo possa evolversi senza perdere le sue radici, offrendo ai danzatori una cornice entro cui brillare senza mai risultare costretti.

Dal punto di vista tecnico, “Creature” è un trionfo. Annarumma ha lavorato sulla dinamica di gruppo con una precisione quasi architettonica, alternando unisoni poderosi a momenti di intima solitudine. Le danzatrici e i danzatori, veri protagonisti di questa narrazione senza parole, hanno dimostrato una padronanza assoluta del fraseggio coreografico: le linee neoclassiche si sono intrecciate con accenti contemporanei, creando un flusso che oscillava tra forza e fragilità. Le étoiles Amato e Salvi hanno portato in scena un’intensità che ha elevato ogni passaggio, con una grazia e una potenza che, da maestra, trovo esemplari per chiunque voglia comprendere il potenziale espressivo del corpo danzante. Subito dopo di loro non posso non menzionare il solista Walter Maimone, che ha lasciato un’impronta indelebile con la sua interpretazione. La sua presenza scenica, combinata a una tecnica impeccabile e a un’energia che sembrava scaturire dal profondo, ha reso ogni suo intervento un momento di pura poesia in movimento. Maimone ha incarnato l’essenza stessa delle “creature” di Annarumma, con un controllo del corpo che trasmetteva al contempo vulnerabilità e forza titanica, un equilibrio raro che lo consacra come uno dei talenti più luminosi della compagnia. Accanto a lui, Maine e Suriano hanno aggiunto sfumature di grazia e potenza che hanno reso i duetti e i quadri corali indimenticabili.

I costumi di Anna Biagiotti, con le loro tonalità eteree, e le luci di Valerio Tiberi, che hanno scolpito lo spazio con chiaroscuri drammatici, hanno completato un’esperienza sensoriale di rara bellezza. Come maestra di danza, ho apprezzato la cura con cui Annarumma ha valorizzato il potenziale espressivo dei suoi interpreti. Ogni danzatore è stato una “creatura” nel senso più pieno del termine: un essere unico, libero di esprimere la propria essenza, ma al contempo parte di un tutto armonico. Questo approccio riflette una comprensione profonda della danza come arte collettiva, dove la tecnica non è mai fine a sé stessa, ma al servizio di un’idea più grande. Il tema della luce che emerge dall’oscurità, centrale in *Creature*, si è tradotto in una coreografia che invita a riflettere sulla resilienza e sulla bellezza dell’essere umano, un messaggio reso ancora più potente dalla scelta musicale e dall’energia palpabile sul palco.

Il “Trittico Contemporaneo” alla Nuvola è stato un evento che ha confermato il Teatro dell’Opera di Roma come un polo d’eccellenza nella danza internazionale, ma è “Creature” di Francesco Annarumma a lasciare un’impronta indelebile. Per me, che insegno e vivo la danza ogni giorno, questo lavoro rappresenta un’ispirazione: un esempio di come si possa innovare rispettando la tradizione, di come il corpo possa raccontare storie universali con una semplicità che colpisce dritto al cuore. La standing ovation del pubblico romano della prima di domenica è stata la testimonianza di un successo che, ne sono certa, risuonerà a lungo.
Attendiamo con ansia le repliche del 4 e 5 marzo (ore 21.00)  sicura che il “Trittico Contemporaneo”, con “Creature”,  continuerà a volare alto, come le sue magnifiche creature alate.

TEATRO DELL’OPERA DI ROMA

Cosimo Manicone

responsabile ufficio stampa

cosimo.manicone@operaroma.it 

Paolo Cairoli

direttore della comunicazione

paolo.cairoli@operaroma.it

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Fabrizio Sansoni Teatro dell’opera di Roma

L’AUTORE
LO SPETTACOLO
Trittico Contemporaneo
La Nuvola
Roma
2025-03-02
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