West Side Story, il più celebre dei musical americani, ha debuttato sabato 5 luglio presso le antiche Terme romane con la firma di Michele Mariotti, la regia di Damiano Michieletto e con l’Orchestra e il Corpo di Ballo della Fondazione lirica capitolina.
E’ stato un debutto memorabile con la produzione che ha saputo conquistare il pubblico con la sua magia, energia e raffinatezza. La messa in scena è stata semplicemente spettacolare: ogni dettaglio scenografico ha contribuito a creare un’atmosfera autentica e coinvolgente, trasportando gli spettatori nel cuore di New York degli anni ’50. Gli scenografi hanno fatto un lavoro impeccabile, con ambientazioni che sembravano prendere vita, come ci racconta il regista Damiano Michieletto:
Sono partito dalla visione di un luogo simbolico: una piscina abbandonata – – Un luogo che nasconde desideri di gioco, felicità, spensieratezza e amore. Lo scontro violento tra le due bande in queste rovine abbandonate rappresenta il desiderio di rivalsa, la ricerca di un’identità e della libertà. Abbiamo inserito un elemento simbolico, un richiamo all’America e al ‘sogno americano’, ossia la fiaccola della Statua della Libertà, che è una sorta di detrito abbandonato. Il sogno si è infranto ma il desiderio è quello di provare ancora una volta a credere nei diritti che sono alla base di una democrazia: l’inclusività, l’opportunità per tutti, l’uguaglianza, la giustizia. Questo simbolo accoglierà la violenza e gli scontri tra le due bande, rimandando alle tensioni che ogni società si trova a dover affrontare, specie quando diventa necessario mantenere integro il senso dei valori democratici».
West Side Story, con le tematiche complesse trattate, ovvero le questioni sociali e razziali, ha segnato un punto di svolta nel teatro musicale. Ha completato la transizione cominciata da Rodgers e Hammerstein nel trasformare il musical in genere capace di affrontare problemi rilevanti e non solo di puro intrattenimento. La musica composta da Bernstein per questo musical è sofisticata ma costellata di canzoni di sicuro successo come America, Maria, Tonight, I Feel Pretty e Something’s Coming. La vicenda è liberamente tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare, di cui è una trasposizione in chiave contemporanea. È ambientata nell’Upper West Side della New York degli anni cinquanta. Racconta la rivalità tra bande di adolescenti, gli Sharks (immigrati portoricani), e i Jets (gang di ragazzi bianchi). In un clima di odio e intolleranza Tony, ex Jets e miglior amico del capo, Riff, si innamora di Maria, sorella di Bernardo, leader degli Sharks.

Le coreografie sono state affidate a Sasha Riva e Simone Repele e interpretate dal Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, con cui ha danzato anche Francesco Fasano. Il ballerino, classe 2000 originario di Brindisi, è stato tra i finalisti della 24° edizione di ‘Amici’, il talent di Maria De Filippi.
L’insieme delle coreografie è stato un vero e proprio capolavoro artistico, ricche di energia, eleganza e passione, e hanno reso ogni scena un quadro vivente di movimento e sentimento Ogni passo, ogni salto e ogni movimento sono stati eseguiti con una precisione e una grazia incredibili. I ballerini hanno danzato con un’armonia perfetta, dimostrando un talento straordinario e una capacità di comunicare emozioni profonde attraverso i loro movimenti.
Le luci sono state utilizzate in modo magistrale, sottolineando ogni momento di tensione e di gioia, contribuendo a creare un’atmosfera magica e coinvolgente. La messa in scena, con i suoi dettagli curati e la sua attenzione all’estetica, ha reso questa produzione un vero e proprio spettacolo visivo e emotivo. Un aspetto ancora più speciale di questa serata è stato il fatto che si trattava della prima volta che West Side Story andava in scena in lingua originale in Italia. Questo ha dato un tocco di autenticità e di freschezza che ha reso l’esperienza ancora più intensa e coinvolgente .
In tutto 40 gli artisti specialisti di musical chiamati appositamente per questa produzione, tra cui gli interpreti principali: Marek Zurowski (Tony), Sofia Caselli (Maria), Sergio Giacomelli (Bernardo), Natascia Fonzetti (Anita) e Sam Brown (Riff).
Un applauso speciale all’orchestra diretta magistralmente da Michele Mariotti, che ha saputo elevare ogni momento musicale a livelli di grande emozione come ci racconta lui stesso:
È una grande sfida per un’orchestra di un ente lirico sinfonico affrontare il capolavoro “funky” West Side Story – dichiara Michele Mariotti –. Un’opera che, partendo dal suo momento più basso e tragico – le morti di Tony e Bernardo – si innalza, lanciando un grido d’amore e di speranza verso un mondo migliore. Bernstein, con una varietà di stili musicali, riesce a infondere il suo inconfondibile “jazz feel”, trascinandoci in un vortice ritmico e sensuale allo stesso tempo. È un autore di una profondità rara, che commuove anche nelle pagine più estrose e che coniuga la complessità della scrittura sinfonica con l’immediatezza teatrale, fondendo struttura e spontaneità in un equilibrio molto raro. La sua abilità nel far dialogare mondi diversi lo colloca tra i compositori capaci di reinventare il linguaggio musicale del Novecento».
In conclusione, questa nuova produzione ha saputo unire musica, danza, scenografia e interpretazioni in modo impeccabile, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile. Complimenti di cuore a tutti i protagonisti, dai cantanti ai ballerini, passando per il team di scena.
West Side Strory sarà in scena fino al 17 luglio, non perdetelo.
SI RINGRAZIA
Cosimo Manicone
ufficio stampa
Paolo Cairoli
direttore della comunicazione
Crediti foto: Fabrizio Sansoni.
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