Dal 31 marzo all’ 08 aprile Il Balletto del Teatro dell’Opera di Roma ha offerto per la prima volta uno spettacolo di danza del XX e XXI secolo, presentando opere dei coreografi Jerome Robbins, Angelin Preljocaj e Alexander Ekman.
Una nuova sfida ben riuscita per la direttrice del corpo di ballo Eleonora Abbagnato che in conferenza stampa ha detto: “Sono molto contenta ed orgogliosa dei miei ragazzi e del lavoro che stanno facendo, perché con questo trittico sto cercando di avvicinarli alla danza del futuro facendo crescere loro ed anche il pubblico che viene a vedere lo spettacolo.”
Così è stato: teatro sempre pieno pur con un titolo di repertorio contemporaneo.

Lo spettacolo si é aperto con The Concert del coreografo Jerome Robbins. Nato a New York l’ 11 ottobre 1918 é stato ballerino eclettico, coreografo e regista. Con le sue creazioni Robbins si colloca nel giusto mezzo tra danza accademica e modern dance. Creando The concert, su musiche di Chopin, il corografo vuole far divertire il pubblico e fa muovere i danzatori proprio come a un concerto facendoli abbandonare all’ascolto e lasciandoli andare alla loro immaginazione animando situazioni divertenti e giocose. Il corpo di ballo ha centrato perfettamente l’obiettivo facendo divertire il pubblico presente in sala con un susseguirsi di applausi a scena aperta.
Le ballerine eseguono i classici passi di danza ma alcune di loro sbagliano apposta, creando situazioni divertenti e imbarazzanti. Susanna Salvi, nel ruolo principale, è stata disinvolta, divertente completamente padrona della scena, eseguendo anche passi di danza classica come giri in attítude o sostenuti svolti alla perfezione non deludendo mai le aspettative di chi l’ha guardata, sempre crescendo in tecnica ed espressione.

Il secondo atto invece si é aperto con Annunciatión del coreografo Angelin Preljocaj ovvero il tema dell’annunciazione della vergine Maria, tanto rappresentato in pittura ma mai affrontato dal balletto. La coreografia é un momento molto intimo e chiave della nostra religione: l’incontro tra la vergine Maria e l’ arcangelo Gabriele. É un pezzo per due danzatrici interpretate magistralmente da Eleonora Abbagnato e Rebecca Bianchi. Le due ballerine eseguono la difficile coreografia in maniera perfetta plasmando i loro corpi l’uno con l’altro, trascinando lo spettatore in un colloquio di corpi e sguardi fra le due, fatto di gesti allusivi, decisi e mistici: Sedici minuti di pura poesia ed emozione travolgente.
Il terzo atto, su musica di Joseph Haydn, Ludwing van Beethoven, Franz Schubert e Gustav Mahler ha il titolo Cacti: un brioso gioco tra 16 ballerini e 4 musicisti in scena che creano insieme il ritmo della danza, interrogandosi sugli eccessi di questa forma d’arte. Il coreografo si chiama Aleksander Ekman, 33 anni, ed è il nuovo astro della coreografia contemporanea.
Cacti è un pezzo divertente, energetico e comunicativo. Il coreografo mette 16 ballerini su pedane bianche creando quadri e variazioni, giocando con il corpo tra cadute, scontri, fughe, e ad un certo punto facendo tenere tra le mani anche dei cactus, appunto. Il tutto su una struttura coreografica molto rigida e definita. Un bellissimo e nuovo spettacolo che ha fatto conoscere ed apprezzare anche la danza contemporanea al pubblico meno esperto con un nuovo modo di portare l’arte della danza sempre più in alto.






