STORIE DAL PALCOSCENICO

Giovanni Boldini in mostra a Roma, Complesso del Vittoriano 4 marzo – 16 luglio 2017

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Un’atmosfera inebriante sta per diffondersi dal Complesso del Vittoriano, attraverso le pennellate sinuose di Giovanni Boldini, il miglior pittore dell’Ottocento, come lo definì Gertrude Stein.

La mostra che apre oggi, dal titolo univoco “GIOVANNI BOLDINI” (Ferrara 1842 – Parigi 1931), prodotta dal Gruppo Arthemisia e curata da Tiziano Panconi e Sergio Gaddi, si rivela in tutta la sua eccezionalità sia per la consistenza delle opere esposte, oltre 150, provenienti da trenta musei  e collezioni di tutto il mondo,  -alle quali si uniscono anche un gruppo di opere di artisti contemporanei come Signorini, Corcos e Zandomenighi solo per citarne alcuni, con 4 anni di incessante lavoro del Comitato Scientifico-  che per la visione disegnata attorno a Boldini, costruendo un’esposizione che partisse non dalle opere che solitamente vengono messe a disposizione dai vari prestatori, ma da un concetto di unicum sulla sua figura complessiva, che abbracciasse tutto il suo percorso artistico, raccogliendo così il maggior numero di opere possibili, tra le quali spicca senz’altro il ritratto di Donna Franca Florio.

Il paggio, giochi con levriero, 1869
L’amico fedele, 1872
Marchesino a Versailles, 1876
Giovinetta col suo cane, 1890

Ecco quindi una prima fase intorno al 1864, legata a Firenze ed ai macchiaioli toscani, ai paesaggi basati sull’osservazione della Natura e delle sue variazioni di luci e ombre, per passare alla successiva, quando Boldini decide di approdare a Parigi nella scuderia del mercante d’arte Goupil capitanata da Fortuny, che lo catapulta nel vortice della Ville Lumière, tre piazze, giardini e Caffè, per poi consacrarlo nell’universo dei salotti aristocratici animati da donne bellissime ed affascinanti. Boldini era pittore affermato e con numerose commesse già nella madrepatria, ma subito dopo l’Unità d’Italia, trasferendosi a Parigi ne diventa il vero fulcro della mondanità con un lasciapassare unico, la straordinaria abilità di rendere le donne ritratte ancora più belle, fasciate da abiti da sogno, adagiate su divani e sofà in pose conturbanti e sensuali, con scollature e sguardi che conquistano in modo inequivocabile.

Place Clichy,  1874

Il pubblico femminile venne immediatamente affascinato e sedotto dal pittore, che come un antesignano editor fotografico, fece posare nel suo atelier le signore più in vista dell’ambiente internazionale, centinaia di vere e proprie muse, trasformate sotto le sue pennellate in dive immortali. Boldini instaurò con loro un rapporto talmente profondo, che andava oltre quello del semplice ritrattista, e durante le tante ore che le sue modelle passavano davanti al cavalletto, riuscì a travalicare il semplice lato esteriore, per “entrare” letteralmente nella loro anima, spogliandola dalla convenzionalità del ruolo sociale e lasciando scoperta quella parte più intima e spesso estremamente sensuale, trasposta con grande intensità. L’espressione ed il piglio delle sue nobildonne, le trasforma non solo in una donna bellissima, ma risoluta e consapevole del suo enorme potenziale di seduzione.  La rivoluzione dell’universo femminile era appena iniziata …

Ritratto di Rita de Acosta Lydig, 1911
Ritratto di Madame Remy Salvator, 1900ca.
Donna Franca Florio, 1924
Mademoiselle De Nemidoff, 1908
Busto di giovane donna su sfondo rosa, 1912
Provocazione, 1885
Busto di giovane sdraiata, 1912ca

Boldini riuscì così a rapire e quasi soggiogare psicologicamente (e molte anche fisicamente …) tutte le signore dell’aristocrazia, che solo da lui si sarebbero fatte ritrarre per poter apparire divine. Le loro mussole e merletti, le loro perle e gioielli sono ora trasformati in nuvole di colore e guizzi di pennello, e si ha quasi l’impressione di percepirne il profumo, mentre siamo inevitabilmente sedotti dai ritratti a grandezza naturale, che dovevano celebrare l’estetica della fine Ottocento, sempre più aperta al nuovo secolo.

Gertrude Elisabeth Lady Colin Campbell 1894
Bozzetto per il ritratto di Madame Jules Veil-Picard 1896
La camicetta di voile 1906ca.

Questo capacità ritrattistica così superlativa rischiava di offuscare  Boldini come artista nella sua completezza, ma grazie all’intenzione del curatore Tiziano Panconi di offrire in questa mostra unica una panoramica davvero ampia raccogliendo un numero eccezionale di opere, scopriamo come sia stato un assoluto precursore di molte correnti pittoriche del Novecento, anche dello stesso futurismo, che troviamo palpitante in molti dipinti, nella stesura delle pennellate che si perdono in guizzi sfumati ma di grande potenza.

Da non perdere lo splendido catalogo edito da Skira, che si pone come un riassunto fotografico di un’epoca incantata ma con il seme della rivoluzione all’interno, quel periodo di transizione che ha così fortemente trasformato tutto e tutti. Interessante il capitolo dedicato ad un carteggio inedito tra Boldini e Signorini circa la sezione italiana dell’esposizione Universale di Parigi del 1889, che vede quest’ultimo nel ruolo di selezionatore degli artisti toscani che vi dovevano esporre e testimonia l’impegno e la collaborazione dei due amici affinchè tutta l’operazione andasse a buon fine, da ogni punto di vista, dalla scelta, alle pratiche burocratiche, ai trasferimenti delle opere. Non mancano aspetti privati e confidenziali che le rendono ancor più stimolanti per conoscere Boldini in modo più approfondito, scoprendone anche molti lati ironici.                                                                                              E’ una mostra che si fa vedere e rivedere, che va vista e rivista, perché tanto è il fascino emanato da tutte le opere, così dense di particolari e dettagli di grande e pura bellezza. Ed è sicuramente la bellezza il suo elemento dominante, il vero filo conduttore dipanato da Boldini attraverso questo straordinario universo femminile che racconta una grande epoca. E se si chiama Belle Époque un motivo ci sarà!

Nudi nell’Atelier, 1906 ca
Nudo di giovane con cuscini rosa, 1917
Ritratto di signora bionda, 1904 ca
Berthe che legge la dedica sul ventaglio, 1878
Il cappellino azzurro, 1912 ca
Signora con cappello e ombrellino, 1900-05
Madame X con collare di perline, 1904 ca
Profilo di giovane bruna con I capelli raccolti,  1902-04

rdrp

Giovanni Boldini    4 marzo – 16 luglio 2017

A cura di Tiziano Panconi e Sergio Gaddi   –  Progetto Arthemisia Group

Complesso del Vittoriano – Ala Brasini    Roma, Via S. Nicola in Carcere

Orari: lun-gio   9.30 – 19.30 //  Ven e sab 9.30 – 22.30 // Domenica 9.30 – 20.30

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Intero € 14.00 // ridotto € 12.00  Info e prenotazioni: 06.8715111

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