Ieri nella storica sede della scuola di danza del Teatro dell’opera di Roma di Via Ozieri sono state presentate Camila Bustamante Correa e Valentina Ramos Mendoza, due talentuose ballerine quattordicenni di Medellín, in Colombia che sono state ammesse ai corsi regolari della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.
Grazie alla collaborazione con Fondazione Roma, le due giovani ballerine colombiane, hanno ottenuto una borsa di studio che permetterà loro di formarsi professionalmente nella capitale italiana. Un viaggio di oltre 9.000 chilometri, ma soprattutto un salto di vita, reso possibile dall’impegno della Abbagnato nel sostenere e valorizzare i talenti emergenti di ogni parte del mondo.
Per Eleonora Abbagnato, già étoile dell’Opéra di Parigi e oggi punto di riferimento per la danza italiana, la formazione delle nuove generazioni è una missione educativa e culturale. La danza come linguaggio universale, come strumento di riscatto e di crescita, come spazio in cui talento e sensibilità si incontrano: è questo il messaggio che emerge con forza dal nuovo progetto di scouting internazionale promosso da Eleonora Abbagnato, direttrice della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.
«Credo profondamente nel potere formativo della danza e nella sua capacità di cambiare la vita delle persone» – afferma la direttrice – «La nostra scuola vuole essere un luogo dove l’eccellenza si unisce alla sensibilità, e dove ogni allievo può costruire il proprio futuro attraverso la danza».
Le parole della Abbagnato riflettono una visione della danza non come semplice disciplina artistica, ma come strumento di crescita umana e sociale. Accogliere giovani provenienti da contesti difficili, come quello colombiano, significa offrire loro non solo un’educazione artistica d’élite, ma anche la possibilità concreta di riscrivere la propria storia.
La presenza di Camila e Valentina nella Scuola di Danza conferma il respiro internazionale che la Abbagnato ha voluto imprimere all’istituzione romana, fondata nel 1928 e prossima a celebrare il secolo di vita. Sotto la sua direzione, la scuola si è aperta a nuove collaborazioni, progetti educativi e programmi di scambio, trasformandosi in un vero e proprio crocevia di culture.
Il sostegno di Fondazione Roma ha reso possibile l’iniziativa, rafforzando il legame tra formazione artistica, solidarietà e inclusione. Un modello che riflette una concezione moderna della cultura: accessibile, partecipata, capace di unire mondi diversi attraverso la bellezza del gesto danzato. Nella visione di Eleonora Abbagnato, la danza non è un privilegio per pochi, ma una esperienza condivisa che educa alla disciplina, all’empatia e alla collaborazione. È una scuola di vita prima ancora che di arte, un luogo dove il corpo parla e la mente impara il rispetto e la dedizione. Questo valore sociale della danza emerge anche nel sostegno istituzionale, come ha ricordato il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, sottolineando come la capitale sia ormai un “grande polo di formazione della danza, capace di attrarre e formare giovani talenti da tutto il mondo”.
L’impegno di Eleonora Abbagnato dimostra come l’arte possa essere un motore di trasformazione sociale. Le storie di Camila e Valentina raccontano una speranza che supera confini geografici e barriere economiche: quella di una generazione che trova nella danza la possibilità di esprimersi, di emanciparsi e di sognare. Sotto la guida della Abbagnato, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma si conferma così non solo un luogo di formazione d’eccellenza, ma un laboratorio di futuro, dove la bellezza diventa un diritto e il talento una responsabilità condivisa.










