Al Teatro dell’Opera di Roma, da sabato 2 a domenica 10 febbraio, è andata in scena in prima mondiale Carmen, con l’étoile, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo diretti da Eleonora Abbagnato e l’artista ospite Amar Ramasar, già principal dancer del New York City Ballet.
Una versione tutta nuova della Carmen, affidata al ballerino e coreografo ceco Bubeníček noto in tutto il mondo per la sua personalissima capacità interpretativa, per aver vinto diversi premi tra cui il Benois della Danza, e per essere coreografo d’ingegno molto apprezzato in Europa e in Giappone.
La sua versione nasce da un ritorno alle origini letterarie di questa storia di passione, di gelosia e di morte con la quale si sono misurati i più grandi coreografi di fama internazionale: la novella di Prosper Mérimée (1845)con i suoi protagonisti. Il racconto si differenzia dall’Opera di Bizet e come è noto non annovera tra i personaggi quelli di Escamillo, qui sostituito da Lucas, e quello di Micaela la donna–angelo, contraltare di Carmen donna-diavolo. È invece qui presente la figura di Garcia, il marito di Carmen.
La versione Bubeníček è caratterizzata dalla durata del balletto che è in due atti, e dalla musica che oltre alle note di Georges Bizet, si avvale di quelle di Manuel de Falla, Isaac Albéniz, Mario Castelnuovo-Tedesco e del maestro compositore Gabriele Bonolis. Bubeníček ha esposto la sua idea musicale, per ottenere quella coerenza drammaturgica necessaria alla sua nuova creazione, si è affidato al maestro Bonolis che ha così elaborato e orchestrato tutte le partiture musicali per ottenere una innovativa versione di Carmen.
Inoltre la versione Bubeníček è segnata da una ambientazione scenografica innovativa che suggerisce un nuovo approccio al mito di Carmen, spirito libero per antonomasia. La scenografia di Gianni Carluccio costituisce un luogo che ha permesso ai protagonisti della storia e al pubblico di viaggiare in un tempo narrativo fatto di flashback e flashforward supportati da proiezioni e disegni di luce curati dallo stesso, e definiti insieme al coreografo.
Carmen nella versione di Bubeníček è stata interpretata dall’ étoile Rebecca Bianchi, e dalla prima ballerina Susanna Salvi che si sono alternate nelle varie recite. Don José è stato interpretato dall’artista ospite Amar Ramasar e dal primo ballerino Claudio Cocino. Lucas è stato interpretato dal primo ballerino Alessio Rezza e dal solista Michele Satriano. Il personaggio di Garcia è stato interpretato dal primo ballerino Claudio Cocino e dal ballerino Gaetan Vermeulen.
Un grande prova di maturità per il corpo di ballo , impeccabile nell’esecuzione dei passi, molto coeso, e che è riuscito molto bene a rendere il clima chiassoso di alcune scene corali. Nella recita vista da noi, a seguito di un infortunio al tersicoreo Claudio Cocino, il ruolo di Don José è stato affidato al solista Giacomo Castellana. Una bellissima prova del ragazzo, che nonostante la sostituzione all’ultimo minuto ha saputo rendere l’alchimia con la partner Rebecca Bianchi, ed ha saputo tenerle testa nel gioco “amore morte” che puntella tutta la coreografia. Molto espressivo nei gesti e nei movimenti, é riuscito a trasmettere allo spettatore passione estrema, voluttà, forza, disperazione e rabbia.
Rebecca Bianchi , da alcuni mesi diventa mamma per la terza volta, si è presentata in forma smagliante. La sua è stata una sigaraia che arriva subito al pubblico, nella sua bellezza, sfrontatezza e spontaneità, con i passi privi di sbavature. Ancora una volta il plauso va alla direttrice Eleonora Abbagnato che porta in cartellone titoli sempre nuovi, puntando sui giovani e sul far fondere il linguaggio della danza con quello della recitazione, arrivando diritto al cuore della pubblico, anche quello meno esperto.










