RECENSIONE

Le quattro stagioni di Vivaldi

Le quattro stagioni
LO SPETTACOLO
Le quattro stagioni
Teatro dell’Opera di Roma
Roma
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Finalmente!  Dopo i mesi di chiusura causa Covid, il Teatro dell’opera di Roma riapre nella nuovissima location del Circo Massimo. Dopo Rigoletto e Il barbiere di Siviglia, il cartellone della stagione estiva continua con la prima   assoluta di un nuovo balletto,  Le quattro stagioni firmato da Giuliano Peparini su musica di Antonio Vivaldi, in scena dal 25 luglio al 03 agosto.

Il coreografo romano, alla sua terza creazione per la compagnia capitolina, racconta le naturali “stagioni” della coppia: dai primi sguardi che si incrociano con pudore (la Primavera), ai fuochi della passione (l’Estate) e al loro progressivo spegnimento (l’Autunno), fino ad arrivare al gelo dei rapporti (l’Inverno). Le stagioni di Peparini non sono intese come mutamento climatico ma sono legate alla reazione emotiva dell’individuo, legata agli eventi che accadono. E’ un balletto molto mimico ed introspettivo.

Le quattro stagioni vengono rappresentate dai primi ballerini del teatro dell’opera di Roma: si inizia con la primavera interpretata dall’etoile Rebecca Bianchi ed il primo ballerino Claudio Cocino. I due fin da subito risultano  molto affiatati tra giochi di sguardi e movimenti intensi e sensuali. Si prosegue con l’estate, intepretata dai solisti Marianna Suriano e Giacomo Castellana. Anche qui i due molto ben affiatati  rappresentano molto bene la passione.

Si prosegue con l’autunno, interpretato dalla prima ballerina Susanna Salvi e dal solista  Michele Satriano. I due si donano l’un l’altro con sguardi intensi e movenze sinuose. Si conclude con l‘inverno interpretato dalla solista  Sara Loro ed dal primo ballerino Alessio Rezza. Qui la rappresentazone più intensa delle quattro: i due ballerini con sguardi gelidi e movimenti intensi catturano l’attenzione del pubblico in maniera totalizzante. Una grandisisma intepretazione e coesione dei due, davvero una gran bella  scoperta.

Intorno alle coppie principali c’è poi  il Corpo di Ballo, molto ben amalgamato, che Peparini fa danzare rispettando le norme di sicurezza obbligatorie. In alcuni momenti mascherine e guanti diventano parte integrante della coregrafia.

 

Di forte impatto emotivo è la voce recitante di Alessandro Preziosi che fa da intermezzo tra una stagione e l’altra e fa entrare ancora di piu lo spettatore dentro lo spettacolo emozionandolo, così come importanti e funzionali all’effetto generale sono le scenografie di grandissimo effetto.

Le celebri Quattro stagioni di Vivaldi, su base registrata, sono eseguite dall’Orchestra del Teatro dell’Opera con Vincenzo Bolognese quale violino solista. Tra i brani musicali registrati anche la Sonata in fa minore K. 466 di Domenico Scarlatti, eseguita al pianoforte da Antonio Maria Pergolizzi.

Completano la creazione scene e costumi improntati a un’essenziale linearità, rispettivamente firmati da Andrea Miglio e Anna Biagiotti.

Fondamentale l’apporto delle luci di Marco Vignanelli e dei video di Edmondo Angelelli e Giuliano Peparini.

Per le foto si ringrazia ufficio stampa Cosimo Menicone

 

 

 

 

 

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