RECENSIONE

Soirée Roland Petit

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LO SPETTACOLO
Soirée Roland Petit
Teatro dell’Opera di Roma
Roma
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Dall’ 08 al 14 settembre é andato in scena al teatro dell’opera di Roma Soirée Roland Petit, dedicata al grandissimo coreografo del ventesimo secolo. Eleonora Abbagnato ha voluto dedicare questa rappresentazione a Roland,  colui che l’ha scoperta all’età di 12 anni. In conferenza stampa la Abbagnato ha ricordato che per lei Roland è stato come un padre dal punto di vista artistico, perché ha saputo far emergere le sue potenzialità espressive, pur nel grande rigore e severità che lo hanno contraddistinto.


Di Roland si ricorda il rigore del balletto accademico su cui poggiano le sue opere. S’ispirò spesso ad importanti opere letterarie e fu un coreografo che riusciva ad essere al contempo frivolo e serio, passionale e crudele.
Sopra ogni cosa, Roland Petit fu sempre in sintonia con i tempi che attraversava: dall’esistenzialismo post-bellico, di cui Le Jeune Homme et la Mort è un esempio magistrale, a balletti che celebravano i grandi movimenti giovanili come Notre-Dame de Paris, ispirato al romanzo di Victor Hugo.


Per questa occasione sono state scelte tre rappresentazioni: L’ Arlésienne, Le jeune homme et la mort e Carmen.
L’arlesiana, basato sul lavoro di Alphonse Daudet, con musica di Georges Bizet, è una donna di Arles con cui un tempo il protagonista Frederi ha avuto un breve incontro e alla quale ha dovuto rinunciare avendone appreso i trascorsi poco limpidi. Frederi ha cercato di dimenticarla, si è addirittura fidanzato con Vivette, tuttavia non riesce a dimenticare la vecchia passione. L’azione si svolge interamente nella sola giornata della festa di sant’Eligio: è uno studio della crisi ormai irreversibile del rapporto fra i due fidanzati, destinato a risolversi col suicidio del giovane.

Per i due fidanzati, rappresentati dalla solista Sara Loro e dal solista Alessio Rezza, Petit usa un linguaggio accademico, punteggiato da inconsueta gestualità, scatti di bacino e da un parsimonioso impiego del flex, ma soprattutto introduce contatti fisici del tutto inediti. Il linguaggio tradizionale del passo a due va alterato poiché non deve esprimere come di consueto un rapporto amoroso. Alessio Rezza veramente bravo, riesce a sottolineare il contrasto tra la tranquillità e l’armonia della musica e la sofferenza e lo strazio della vicenda.

Le Jeune Homme et la mort, per il quale il coreografo si cala nel contemporaneo clima esistenzialista, si rivolge a Jean Cocteau per l’idea di un dramma danzato di amore e morte. Un giovane artista attende l’arrivo dell’amata nella soffitta dove vive spartanamente. E’ turbato, ansioso, agitato. La giovane arriva e dà il via a una schermaglia di provocazioni che aumentano nel giovane il tormento per un amore non corrisposto fino a  spingerlo al suicidio. La donna tanto desiderata non è che il destino al quale nessuno sfugge: la morte. Nel finale, dopo il suicidio del giovane, la sua soffitta si spalanca sui tetti di Parigi, sulla Tour Eiffel e sull’insegna luminosa della Citroën. L’Étoile Eleonora Abbagnato é la “Mort”, la donna provocatrice che tutto decide.


Eleonora incarna l’ideale romantico della ballerina eterea e angelicata, ma con un fisico ed una sensibilità interpretativa del tutto moderni. Il coreografo porta in scena la necessità disperata di amare di un uomo e una donna, mossi da ragioni diversi, ma entrambi vittime di una passione totalizzante, egregiamente rappresentati da Eleonora Abbagnato e Stéphane Buillon étoile dell’opera di Parigi.

La Soirèe Roland Petit si conclude con Carmen, straordinario balletto drammatico in un atto.


Petit inquadra la vicenda in un ambiente preciso, senza nulla concedere al pittoresco o al folklore. Il dramma è ben noto: la sigaraia Carmen, arrestata dopo una rissa, fa innamorare di sé il brigadiere Don Josè per ottenere da lui la libertà, gli dà appuntamento alla taverna prima di scappare e qui, conquistatolo definitivamente, lo convince ad unirsi a lei ed ai suoi compagni. Per amore della donna, Josè uccide un uomo, mentre lei ed i complici fuggono con il bottino. Carmen lo ha abbandonato per una nuova conquista, un torero, e Don Josè la raggiunge fuori dell’arena mentre è in corso la corrida e, disperato, la uccide.

Petit tratta l’argomento con grande realismo e teatralità esplosiva, rendendo più che esplicito ciò che Bizet aveva soltanto suggerito: il piacere della seduzione e dell’erotismo, l’annullamento dell’individuo nella passione, il fascino della sfida violenta tra i due amanti e il concetto di una realtà destinata a svanire nel nulla, priva di un fine ultimo che orienti il comportamento dell’uomo.


Carmen é ben rappresentata dalla prima ballerina Rebecca Bianchi che riesce a calarsi contemporaneamente nei panni della sprezzante e disinvolta ragazza ed in quelli della mortifera e altezzosa “Signora”. Un bravo  Claudio Cocino  riesce ad esprimere l’accidia del personaggio nelle prorompenti variazioni. Una sempre perfetta Susanna Salvi  che qui la vediamo rappresentare la “capo bandita” riesce a strappare applausi a scena aperta con il carisma e la grinta che la contraddistinguono, insieme all’esecuzione di fouetté semplicemente perfetti.

Ancora una volta un teatro pieno ed una bella rappresentazione.

Il teatro dell’opera  vi aspetta da mercoledì 20 settembre a domenica 24 settembre con Giselle per concludere una stagione piena di emozioni e con il tutto esaurito il che, ci si augura, sia d’auspicio per le stagioni a venire.

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Soirée Roland Petit
Teatro dell’Opera di Roma
Roma
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